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Relazione inversa tra colesterolo HDL e mortalità dopo intervento PCI nei pazienti con colesterolo LDL inferiore a 70 mg/dl

Il livello di colesterolo HDL rappresenta un forte predittore di morbilità e di mortalità nella popolazione generale.
Esistono dati conflittuali sugli effetti protettivi degli alti livelli di colesterolo HDL nei pazienti con ottimali livelli di colesterolo LDL.

Ricercatori del Mount Sinai Hospital a New York negli Stati Uniti, si sono posti l’obiettivo di determinare l’associazione tra alti livelli di colesterolo HDL e la mortalità nei pazienti con livelli di colesterolo LDL inferiori a 70 mg/dl, che necessitano di intervento coronarico percutaneo ( PCI ).

Sono stati analizzati in modo retrospettivo 3.616 pazienti consecutivi con livelli di colesterolo inferiori a 70 mg/dl, che sono stati sottoposti a intervento PCI nel periodo 1999-2007.

I tassi di mortalità erano pari a 34.7, 25.2, 23.7, e 18.8 per 1.000 persone-anno nei pazienti con livelli di colesterolo HDL, rispettivamente, inferiori a 40, da 40 a 49, da 50 a 59, e maggiori o uguali a 60 mg/dl ( p per trend <0.001 ).

Dopo aggiustamento multivariato per caratteristiche demografiche, fumo di sigarette, variabili biochimiche, e condizioni di co-morbidità, l’hazard ratio per la mortalità nei pazienti con livelli di colesterolo compresi tra 40 e 49, 50 e 59, e minori o uguali a 60 mg/dl, rispetto ai livelli inferiori a 40 mg/dl, sono risultati, rispettivamente, 0.68, 0.55, e 0.45.

Per ogni incremento di 1-SD ( deviazione standard ) nel livello di colesterolo HDL ( 14 mg/dl ), l’hazard ratio per la mortalità totale è stato pari a 0.68.

In conclusione, nei pazienti con livelli di colesterolo LDL inferiori a 70 mg/dl, sottoposti a intervento coronarico percutaneo, è stata riscontrata una forte associazione inversa tra livello di colesterolo HDL e la mortalità totale. ( Xagena2009 )

Kini AS et al, Am J Cardiol 2009; 103: 350-354


Cardio2009


 
 
 
 
 
 
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